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Divieni ciò che sei

Lavoro e noia. - Cercarsi un lavoro solo per via della paga: in questo oggigiorno gli uomini dei paesi civilizzati si equivalgono quasi tutti. Il lavoro per loro è un mezzo, e non il fine, motivo per cui sono poco scrupolosi nella sua scelta, a patto che garantisca un ricco guadagno. Ci sono però, più rari, degli uomini che preferiscono andare in rovina piuttosto che provar gusto in quello che fanno: individui esigenti, difficili da soddisfare, che di un ricco guadagno non sanno che farsene, quando non è il lavoro stesso il guadagno di tutti i guadagni. Di questa rara categoria umana fanno parte gli artisti e i contemplativi di ogni tipo, ma anche già quegli oziosi che trascorrono la vita cacciando, viaggiando oppure dandosi agli affari d'amore e alle avventure. Tutti costoro desiderano il lavoro e la fatica, se necessario anche quella più difficile e più dura, fintanto che sono legati al piacere. In caso contrario sono invece di un'inerzia assoluta, anche se questa inerzia significa miseria, disonore, pericolo per la salute e per la vita stessa. Non temono tanto la noia, quanto il lavoro senza passione: anzi della noia, di molta noia, hanno bisogno, se vogliono che il loro lavoro riesca. Per chi pensa e per tutti gli spiriti creativi la noia è quella sgradevole "bonaccia" dell'anima che precede il viaggio a vele spiegate e il vento in poppa; bisogna sopportarla, bisogna attendere che faccia effetto: - questo è quanto le nature inferiori non riescono assolutamente ad ottenere da se stesse! Scacciare la noia a ogni costo è spregevole, come lo è lavorare senza piacere.
Parla il solitario. - La ricompensa di tanta nausea, malumore, noia - tutte conseguenze inevitabili di una solitudine senza amici, libri, doveri, passioni - sono quei quarti d'ora di profondo raccoglimento, in sè e nella natura. Chi si trincera del tutto contro la noia, si trincera anche contro se stesso: mai riuscirà a bere la più potente bevanda ristoratrice della propria più segreta sorgente.
Un tipo di quiete e contemplazione. - Fai attenzione, che la tua quiete e contemplazione non somiglino a quelle del cane davanti alla macelleria, al quale la paura non permette di avanzare e il desiderio impedisce di indietreggiare: e che spalanca gli occhi come fossero bocche.
Friedrich Nietzsche - Divieni ciò che sei
Christian Marinotti edizioni
lunedì, luglio 30, 2007
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