Tra le 100 più grandi entità economiche del mondo, 49 sono stati e 51 compagnie.
Qui la pagina (dati del 2000)
Sono senza parole.
venerdì, luglio 21, 2006
giovedì, luglio 13, 2006
mercoledì, luglio 12, 2006
La paura dell’anno 2000
Vorrei che non distinguessimo però troppo il malato dal sano.
Ricordiamoci sempre che il nevrotico (quello almeno che noi medici chiamiamo nevrotico) è molto spesso proprio l’individuo meno paralizzato, dal punto di vista
dei valori umani, rispetto alla persona normale, a quella che noi chiamiamo sana.
Il nevrotico è cioè l’uomo non disposto ad arrendersi nella battaglia per la difesa del proprio io. E’ quello, sia pure, prodotto in sempre maggior numero da un mondo diventato più insicuro, con imprese di monopolio sempre più gigantesche e quindi con individui cui resta una sempre minore possibilità di determinare alcunchè.
Ma è anche l’unico che continua a battersi: che rinuncia più degli altri alla "fuga dalla libertà".
Erich Fromm
continua qui
Ricordiamoci sempre che il nevrotico (quello almeno che noi medici chiamiamo nevrotico) è molto spesso proprio l’individuo meno paralizzato, dal punto di vista
dei valori umani, rispetto alla persona normale, a quella che noi chiamiamo sana.
Il nevrotico è cioè l’uomo non disposto ad arrendersi nella battaglia per la difesa del proprio io. E’ quello, sia pure, prodotto in sempre maggior numero da un mondo diventato più insicuro, con imprese di monopolio sempre più gigantesche e quindi con individui cui resta una sempre minore possibilità di determinare alcunchè.
Ma è anche l’unico che continua a battersi: che rinuncia più degli altri alla "fuga dalla libertà".
Erich Fromm
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giovedì, luglio 06, 2006
La canzone nel vecchio pc
C'era un uomo che aveva un mp3 sul suo compiuter. Era un pezzo jazz. Però codesto mp3 era molto vecchio. Essendo molto vecchio non se ne conosceva l'autore; in piu' era incompleto: partiva cioè che era già iniziato e finiva che non era terminato. Ma era bellissimo. Il piu' bello di tutti. Se lo sentivi da solo ti faceva piangere, non perchè ti ricordasse qualcosa, bensì perchè era bellissimo. Ora codesto uomo lo sentiva a volte e piangeva perchè era bellissimo; era contento, ma gli mancava sempre qualcosa: sapere di chi fosse e ascoltarlo tutto completo dall'inizio alla fine, così un giorno mise online la sua canzone ed entrò in un forum di musica. Si registò, compilò tutti i moduli necessari, e in un topic chiese:"Di chi è questo pezzo?". Nessuno lo sapeva, ma un tipo ne sapeva un bel pò e glielo disse.
Così l'uomo comprò la canzone che voleva da tanto tempo, e purtroppo non si sa se il pezzo gli piace ancora, oppure gli piace di piu. Purtroppo non si sa.
Così l'uomo comprò la canzone che voleva da tanto tempo, e purtroppo non si sa se il pezzo gli piace ancora, oppure gli piace di piu. Purtroppo non si sa.
lunedì, giugno 19, 2006
domenica, giugno 18, 2006
mercoledì, maggio 24, 2006
mercoledì, maggio 10, 2006
martedì, maggio 09, 2006
mercoledì, maggio 03, 2006
Crolli
Non è un'apocalisse quotidiana. La nostra è piuttosto un'epoca di banalità ininterrotta. Dove il terrore esplode inconcepibile. Viviamo un «tempo penultimo»: una fine che non finisce di finire.
Nell'arco di un decennio due crolli, opposti e simmetrici, hanno segnato la storia occidentale: la caduta del Muro di Berlino e l'abbattimento delle Torri gemelle. Le macerie della prima sono diventate un gadget per turisti, quelle del secondo sono state invece rimosse e occultate come un oggetto osceno.
Partendo da questi due eventi, Marco Belpoliti, saggista e scrittore, esamina la storia culturale e simbolica degli anni Novanta cercando di leggere i segni della nostra epoca attraverso la letteratura (Don DeLillo, Jonathan Franzen, Joseph McElroy, Milan Kundera), l'arte (il post human, l'Informe, Andy Warhol, Cindy Sherman, Cattelan, Orlan), il cinema (Blade Runner, The Truman Show, Matrix, La 25a ora), l'architettura (Libeskind), i fumetti di Art Spiegelman, la fotografia e la video art.
Crolli è cosí un libro che si confronta con le due opposte facce dell'epoca estremistica in cui viviamo - la banalità e il terrore - e insieme esamina le teorie su questo fine secolo di Marc Augé, Paul Virilio, Susan Sontag, Jean Baudrillard, Slavoj Zizek.
venerdì, aprile 28, 2006
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